Superare la Negatività

testo a cura di paolo pezzotti

copyright 2021 paolo pezzotti

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per giungere alla conoscenza

lo slancio

deve partire da te

alla mia famiglia, a padre ennio e alla fraternità domenicana di agognate

superare le negatività

ormai stanco

di esser preda del mio

demone interiore

sempre mai tralasciando

gli studi fatti sui temi

che qui vengono trattati

e la regina

poesia

lo scrittore di questo testo

si finge attore di se stesso

impersonificando come vuole il regista

che qui si dice essere

immaginario

il ruolo di sé stesso

lo scrittore.

c’è poi da dire

assai una cosa importante

che il tempo di pandemia

che qui si vive

non si vedeva da parecchio

da molto parecchio.

e come frazione temporale

una situazione così terribile

erano quasi cento anni

che non appariva.

non che si voglia soggiogare

il lettore o la lettrice ma

si vuole proprio “rassicurare” sul fatto

che tutto questo umile poema

si ricollega,

in modo simbolico al concetto del demone interiore

che è qui in forma di metafora puramente simbolica.

quindi, dal marzo duemilaeventi, la pandemia

genera molti morti

su tutto il pianeta.

detto questo delle cose

davvero bizzarre e allo stesso tempo terribili

sono accadute per davvero

allo scrittore di questo testo

in quanto esser preda di un

demone interiore

che potrei definire meglio come

il mio lato oscuro;

porgo qui riflessioni

senza entrare nello specifico dei fatti.

e allora

ecco il titolo di questo breve poem

riflessioni sul demone interiore

e non solo”

in molte occasioni e

in svariati scrittori

addetti ai lavori,

sul tema dello spirito in quanto anima

che poi siamo noi.

il nostro corpo è la parte

visibile della nostra anima.

non sto qui a dire quali e quante

tipi di anima ci sono

mi soffermo però sul pensare

la deliziosa relazione a cui

troppo poco spesso

­non ci si fa caso­

che il piacersi

combacia con un perscorso di

conoscenza e quindi presa di consapevolezza

dei tanti strati che la nostra anima contiene,

da qui a dire non volendo offendere nessuno

per scelte o insegnamento ricevuto religioso

che una parola indiana racchiude in sé

buona parte di quello che lo scrittore di questo testo sta qui

scrivendo in queste righe che è (karma).

di famiglia a estrazione cristiana,

quale sono mi sono comunque

con interesse avvicinato

al (daimoku) preghiera sacra buddista

praticandola tutti i giorni più volte al giorno.

questa parentesi sulla filosofia del sacro budda

del nichiren daishonin,

vuole essere un rimando

ad un ampliare gli orizzonti

di crescita spirituale

fermo restando che mi sento cristiano e lo scrivo

a bassa voce

per non nuocere

al mio pensiero di abbracciare idealmente

tutte le religioni.

pregare è una situazione

molto intima che richiede

uno stato di intrinseca

serietà regale

in quanto

per recitare l’ave maria nonchè il daimoku

occorre essere sacri

nel nostro qui-e-ora,

la recitazione sacra e la cadenza

ripetuta

aiuta l’anima a giungere

ad una naturale pace creando

sensazioni di quiete interiore.

vi è poi il meditare

la pratica più efficace

nella nostra epoca a mio parere

è la mindfullness

assai efficace e che

non richiede sforzi

di posizioni particolari

ma solo saper ascoltare

il fluire dei propri pensieri

in modo naturale

senza cercare nessuna forzatura,

l’ideale è farlo in un luogo in cui

c’è una poca luce quasi da

ricreare la penombra

sedersi in modo comodo

chiudere gli occhi in modo morbido

e ascoltare i pensieri:

e’ poi possibile spesso

si vedano immagini anche disturbanti

ma non ci si deve spaventare,

sono parte della nostra memoria

e sono delle elaborazioni

della mente che

mente.

in questo stato di confusione

apparente

tutto quello che bisogna fare

e’ tener presente chi siamo

ossia l’immagine attuale

che abbiamo di noi

e avremo così modo di tenere

un’ancora che ci salva

se nella meditazione che si protrae

imbattendoci in immagini parole o situazioni

che possono apparire poco piacevoli,

dobbiamo ricordarci che

in ogni momento

possiamo uscire da questo stato

semplicemente aprendo gli occhi.

una buona riuscita nella pratica meditativa si ottiene

per tempi molto ristretti

all’inizio come dieci minuti per poi

a seconda di come ci sentiamo

arrivare alla buona ora piena

tempo sufficiente di ricalibrazione

delle cariche energetiche dell’anima.

sto tentando di spiegare che lo scrittore di questo testo

per molti anni è stato preda delle sue pulsioni e

le ultime considerazioni

sulla meditazione e la tranquillità

del proprio pensare ed agire

e’ stato e sarà uno studio continuo perché

come obiettivo

nella vita

cerco di trovare

stabilità emotiva;

e quello che simbolicamente

ho chiamato

demone interiore

è anche una porta

della “via del monaco guerriero” di cui

la propria “lotta” è con i suoi

sentimenti più bassi e pulsioni che

solo percorrendo la vita

per come ci si presenta

senza lamentele o forzature

si può aver modo di

discostarsi dal “ demone”

e avvicinarsi alla pace del monaco.

di qui molte sono le scuole che

si prendono cura dello studio

del monaco guerriero e della monaca guerriera.

prendo qui spunto da

un noto scrittore di alchimia trasformativa

salvatore brizzi; che riporta

in uno dei suoi utilissimi testi

il fatto interessante che

solo pronunciando con intensa sacralità

“draco daatson”

può in quelle anime ricettive che

cercano il risveglio rispetto al pianeta

in cui viviamo e ci troviamo che è la terra,

che è anche detto pianeta di crescita spirituale;

in cui il vero scopo della nostra permanenza

qui deve tendere a questo unico scopo.

il nome scritto in precedenza citato da

brizzi è noto come

il più antico dei monaci guerrieri;

si dice che sia ancora vivente e che

intraprese la “via”

avendo a sé la

setta dei senza sonno”

uomini scelti personalmente da lui

a cui faceva affrontare prove

molto impervie e aspre

il cui risultato si dice

facesse loro resistere il proprio corpo

dall’attacco di frecce scoccate da archi da guerra.

tutto questo poi

è solo un breve accenno che

lo scrittore di questo testo

vuole umilmente riportare

per dare uno spunto sullo studio

che realmente esiste

sulla figura del monaco guerriero e il suo corrispettivo femminile.

–tutto è fermo–

–tutto si trasforma–

–tutto cambia–

un pensiero negativo

non è detto sia anche un male,

ricordarsi di essere parte

di un pianeta che

è comprensivo se

siamo capaci di comprenderlo

e quindi rispettarlo

che interagisce e fa interagire

noi umani ed essere tutti

tramite pensieri e memoria

e che nel genere umano

sono tramandate

in forma scritta che orale….

insomma viviamo un tempo di

prova reale

frutto forse di tempi passati

presi troppo alla leggera

il rendersi conto della gravità

di questo infausto periodo

non deve indebolirci anzi

dev’essere lo spunto

per una maggior condivisione

con le nostre famiglie

e aumentare la consapevolezza

di noi stessi prendendoci cura

l’uno dell’altra.

umani che aiutano altri umani

condividere l’umanità per un futuro

vivibile e sostenibile per tutti.

prosegue così…

di ritorno

nel poco dopo duemila

attraverso un abuso insensato

la mia mente ha deragliato

credevo in modo definitivo

e invece meraviglia della vita

una seconda opportunità me l’ha donata

e ora

rimesso insieme il puzzle

della ragione

della mia barca ho ripreso il timone

in questo duemila ventuno

covid 19 o meglio sarscov2…

senza la passione

non c’è soluzione

credo che ad un certo punto si debba esser capaci di discernere, se pur coi limiti che qualcuno si ritrova in cui dobbiamo tendere al bene e pregare intensamente quando ci si sente soli e abbandonati,in ebraico in musulmano in arabo in egiziano in dialetto africano in italiano in dialetto napoletano che comunque se la si giri la questione e il problema è sentito forte molto forte e troppo contaminato oramai per tonare indietro e quindi credo che pregare sia veramente la cosa più importante per risollevare il nostro spirito ed elevazione verso l’uno verso lui lei chiunque per il proprio benessere.

come??

direte voi…

benissimo, e quindi?

attività fisica quotidiana

-pregare anche più volte al giorno

stimolare l’intelletto a sera con esercizi per la mente che siano a noi dei rilassanti

-vedi: campane tibetane, hangdrum,il bastone della pioggia, 432hz…etcz

folle caffè

reale più folle

chi è il folle

del colle

nativo dal foglio

squarciato da un velo

di primissima quiete

ma tempesta dura e bruta

assai difficile la caduta

cado

mi rialzo

ecco

sono scalzo

otto e trentatré

è l’ora del caffè

paolo pezzotti

braccato dal tuo cuore

bianco colore

candido sapore

di tutta un’emozione

di averti tutte le mie ore

che ancora non conosco di avere,

saperti tra le braccia

braccato/cacciato dal tuo cuore

di anima selvaggia

paolo pezzotti

il nostro nido d’amore

e

anche se da qui

le stelle non si vedono

io so che esiste

un altro tempo

per guardarle con te

un tempo in cui indecifrabile

il nostro bacio sarà

lungo come il solstizio d’estate

e non avrà luogo sulla terra

ma nel nido che avremo costruito

del nostro sacro amore

paolo pezzotti

ti amo

voglio inseguire le rane nei fossi

voglio cadere tra le spighe di grano

nelle estati più calde

e tenendone una tra le labbra

voglio dirti ti amo

paolo pezzotti

aulica quiete

di un’aulica quiete

la mano sostiene

la penna d’oro

di magica intenzione

bramando devozione.

non per gioco o per

finzione

io ti cerco per vera passione.

arrivo al dunque

spalanco la porta

ma nella stanza

non v’è nessuno che mi guarda

per la paura di rimanere troppo solo

scappo prendo il volo

nei mei sogni

un attimo

uno scatto

apro gli occhi

son nel letto

e mi rialzo

paolo pezzotti

rispetto ritrovato sul selciato

infuria la tempesta

di altro guardare

è ciò che ho in testa.

un aulico candore accende

un bagliore

è la luce delle menti

che non non si mentono più.

rispetto ritrovato

per un selciato

a cui il cuore da sempre

è legato

paolo pezzotti

e tengo fede al patto

e tengo fede al patto

stipulato con me stesso

di rendere a pieno frutto

tutto ciò che l’arte mi concede.

un impegno mio sopra i venti

e che urla tra le montagne dell’ego

si fa spazio tra la folla ignara

di tanto ardore

ma che nel cuore cova speranza

per un futuro migliore

Paolo Pezzotti

Fiaba bre-Ve

Novara, 31/05/2022

Mi ritrovai un giorno in una selva oscura e che poi

per altro oramai

la diritta via era smarrita

eh no!

Non sono Dante Alighieri ma il mio nome o almeno tutti mi chiamano PoL,ma il mio No-Me è Paolo Pezzotti,da Novara,segno dell’Ariete con l’ascendente nel Sagittario. Due segni di fuoco che amplificano la Selva Oscura in cui anni fa sono finito

ma perchè questo romanzo sembra una biografia-perchè lo è-ma non è un romanzo-ahh!capisco è un’opera teatrale-no un’epopea di un gladiatore

noooooooooooooooooooooooooooooooo!

E’ solo una storia breve.

Andando avanti; biografia, scienza dello studio, applicazione del senso civico, dimensione di autocontrollo. Sono tutte cose che in questo testo voglio con te affrontare.

Col termine biografia vado a identificare il passato nel modo più affidabile possibile creando una interconnessione di parole su un susseguirsi di un’asse temporale ben precisa.

Supponiamo che in quel tempo si vuole raccogliere, aggiungere e far luce su quello che è la vita precorsa fin qui dall’artista me medesimo.

Ecco bene se sei arrivato fin qui, ti dirò da subito che questo testo è di mia creazione, Paolo Pezzotti, come lo sono i tre testi silloge usciti tra il 2018 e il 2022.

Libero di Poetare Aletti editore

Canti di vita 1984-2020 sotto Robin Edizioni

Soluzioni Poetiche in kdp self-publishing di Amazon

…..ebbene si sono uno scrittore di poesia.

Attendo quel che è

crescente e dilagante fervore

per un divenire di speranza

e poi

senza la consapevolezza di questa

ultraveloce vita

tutto questo

avrebbe il peso di una matita

Novara mia splendi sempre

luogo in cui da ragazzino

vivevo le stagioni con colori meravigliosi

ancor oggi a volte mi capita

qua e la quel colore risalta fuori

ma è un ricordo

di bambino

un volto di ragazzino

un me vivace

capace di amare a piene mani la sua Vita

sua vita?-ma a me han detto che non si dice che la vita è tua piuttosto che è un dono che ci siamo fatti scegliendo il posto in cui affacciarci a vivere-ma da dove?-eh! dal cosmo etereo delle anime-quindi vuoi dire che si sceglie dove si è e il proprio destino?ma……….sei sicura?-mmmmmpppppptttrrrrrr purtroppo no, pero’ sono sicura che abbiamo avuto tutti altre vite e che queste forze primordiali chiamate Anime oltrepassino il tempo e la luce e vogliano farCi imparare a vivere prima su questo Pianeta chiamato per me stupendamente Terra in cui il fine ultimo non deve essere il discontrollo degli impulsi di potere o i bipolari zaristi nemici di una parte di umani

Capitano!!

TEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEERRRRRRRA!

Salpiamo gente giù dalle nostre paure, riassettiamo noi stessi se non ci piace qualcosa, tutto è solitudine,gioia,malinconia,tristezza,amore,angoscia,paura,sospetto ma nel petto deve nascere una piramide di affetto verso Te StessO/A.

Paolo Pezzotti

Voci dell’Est

Traballante incognita

se delle voci dell’Est

le abbiamo appena appena ascoltate

il colore rosso come il sangue

trapela sulla nostra ignoranza.

Ridondante lo strider

di denti mancanti

e il mangiare non basta per tutti.

Il dolore lo vendono a otri di vino

e in altri paesi, è un rene!

il giusto prezzo.

Come il debito estero con la sorella Africa

mai saldato per troppa arroganza, forse.

Morte stanca

che fai preda degli umidi pensieri

che balenano nella notte

negli incubi più

reconditi dell’insoddisfazione e del degrado emozionale

prego!

Affinchè tu possa

scegliere di essere una morte giusta

anche se la tua giustizia è da millenni

un percorso la cui strada è la vita

che ben poco a che fare con la Giustizia stessa

oltremodo vanto di non temerti

eppure ogniqualvolta ti penso

mi si gelano le vene

“Scrivono di me”

Recensendo “ Libero di poetare” scrivevo di Paolo Pezzotti : “Quando ho conosciuto Paolo Pezzotti , poco più che trentenne, novarese, mi ha colpito la  trasparenza del suo sguardo , la sua voglia di raccontarsi senza un leitmotiv, come certa musica contemporanea che non capisci ma  che  ti  muove  dentro.

Il  suo  primo  libro  di “ componimenti”, trentuno come in un excursus  ideale  lungo un mese di vita, “ Libero di poetare”, denota la sua voglia di libertà (evidentissima anche nei suoi dipinti), di affrancarsi  dal  piattume  del  quotidiano  ma  non  dai  ricordi. 

Scrive nella poesia numero 25 ..” ma il ricordo tiene accesa la speranza, fa compagnia alla mia anima che è spenta come una sigaretta  accesa  fumata  e  spenta”. Ma c’è la “ gioia di un altro giorno e inizio ( poesia ventitrè ) la giornata fischiettando, la vita ritrovata “.

Trentun poesie dal contenuto fluttuante, senza punteggiatura né rima  ma  dense  e  sonore  com’è  il  suo  bisogno  di  gridare  al mondo il  suo diritto  al sogno , in un mondo concreto e materialista.

Paolo percorre la sua vita in sella alla sua bicicletta perché il contatto con la terra sia costante, perché l’aria di pianura, gli odori e i colori del mondo, della bassa e delle risaie,  lo raggiungano ma non lo sovrastino : “ scroscio delle foglie che le ruote della bicicletta scansano…è un’arte la pedalata, premeditata , di tutte le situazioni , di rigore. E’ il rossore..”.

E i pennelli e il suo poetare accorato e sognante sono la sua dimensione vitale. Diamo il benvenuto a questa opera prima timida ma proterva di Paolo Pezzotti, da gustare a gocce come un buon Cabernet d’annata.”

Cosa potrei aggiungere per accompagnare questa antologia , “ Canti di vita 1984- “2020” che compare in questi giorni per i tipi Robin Edizioni ?

 Che un po’ Paolo mi ricorda Gordon Comstock , l’antieroe poeta che George Orwell ha posto al centro di “ Fiorirà l’aspidistra”. 

Antiborghese ma minacciato dalla logica dei quattrini , dà forma a sentimenti disparati e disperati , a progetti rimasti chiusi in cassetti utopisticamente cigolanti.

La poesia come una reazione a un too much , così la pittura di Paolo Pezzotti : un bisogno individuale di sapere che ci sei , che è vita quella che vivi anche se un po’ sgangheratamente , tanto il cielo la sopra è sempre più blu, come i suoi grandi occhi limpidi.

                                                                                                                        Monica Lucchini

Dopo “Libero di poetare” e altre poesie sparse in svariate raccolte, è con grande piacere che mi imbatto in questo nuovo oggetto pregiato dell’amico Paolo.

In ognuno dei brevi ma intensi componimenti di questo libro (81 in tutto), ci vedo uno specchio che riflette una porzione di umanità in sosta. Tra l’alternarsi armonico delle stagioni e del tempo e una maggiore consapevolezza, talvolta amara, di fronte alla vita e a tutto ciò che essa riserva. 

Paolo rispolvera nelle sue poesie i temi a lui più cari: l’amore, la passione, la speranza. E lo fa con un tocco di spiritualità in più, che travalica spesso i confini del materiale e del concreto.

Le poesie che Paolo ha scritto in questo libro sono schegge lanciate nel mare, che se da una parte rischiano di disperdersi tra le correnti, accentuando quell’angoscia dettata dalla staticità dinanzi ai bivi della vita, dall’altra cercano disperatamente quell’unione cosmica dell’essere umano con il mondo circostante. Questa immagine è racchiusa, forse più che in altre, in “Riflessione (prima parte)”, che recita: 

Sono essenzialmente

parte di una vita

che non comprendo pienamente      

“Canti di vita 1984-2020” ti colpisce come un pugno sullo stomaco. Ma che piaccia o no, ti mette di fronte allo specchio, in un soliloquio esistenziale che schiarisce la nebbia del tuo mondo sommerso di passioni e deliri. 

Nicolò Rondinelli